TRASFERTA IN BRASILE (20 - 26 settembre 2010)
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Il Coro Genzianella di Roncogno in Brasile
LA MUSICA TRENTINA INCANTA I BRASILIANI
Juiz de Fora, una città di oltre mezzo milione di abitanti situata all’interno della costa brasiliana, nello Stato sud orientale di Minas Gerais, più o meno al centro di una grande area metropolitana che ha i vertici in Rio de Janeiro, Belo Horizonte e San Paolo, alla maggior parte di noi sconosciuta e raramente trovata sui libri di scuola. In questa grande città, la trentacinquesima città brasiliana per numero di abitanti, il Coro Genzianella di Roncogno ha portato con successo la cultura musicale trentina, invitato al 16° Festival internazionale di cori tenuto dal 20 al 26 settembre scorso. Una manifestazione che sottolinea l’importanza culturale nazionale di questo centro, particolarmente ricco di cinema, teatri, festival musicali e spettacoli per tutto l’anno.
A questo Festival hanno partecipato una dozzina di gruppi corali provenienti in parte dalla stessa città, ma anche da fuori Brasile, dal Costa Rica, Angola, Rio de Janeiro, Santa Catarina e naturalmente l’Italia rappresentata dal Coro Genzianella. Tutti hanno portato la loro cultura musicale in un festival ricco di musicalità legate alla storia ed alla tradizione brasiliana. In realtà, più che un festival così come lo intendiamo noi, è stata una Rassegna che ha valorizzato i diversi cori in numerose esibizioni tenute un po’ ovunque. Gli appuntamenti principali di apertura e chiusura, con la partecipazione dei 13 Cori partecipanti, si sono tenuti nel Teatro Centrale di Juiz de Fora, un elegante e grande teatro barocco del 1800; ma nel corso della settimana si sono susseguite numerose esibizioni in vari punti della città e oltre la periferia, coinvolgendo soprattutto realtà scolastiche.
Particolarmente importante, per la valenza storica, il concerto tenuto a Vila Rica do Ouro Preto, una cittadina all’interno scoperta nel 1500 ed oggi dichiarata dall’Unesco patrimonio culturale dell’umanità. Un agglomerato urbano antico, con numerose chiese barocche, pavimentazione in acciottolato e tipiche abitazioni costruite ai fianchi delle ripide stradine che si inerpicano sulla collina; un centro che è stato per anni meta preferita dei cercatori d’oro portoghesi e inglesi, che l’hanno praticamente spogliata delle sue ricchezze.
Numerosi i concerti tenuti in diverse scuole, dove i ragazzi hanno mostrato un vivo interesse per la musica espressa dal coro trentino, sostenuto anche con entusiasmo da molti discendenti di emigrati italiani ormai interamente inseriti nella società locale; un entusiasmo esternato anche dalla pressante richiesta di autografi ai coristi a fine concerto. Tra questi, prestigioso l’appuntamento avuto nel Collegio Militare Juiz de Fora, una scuola con circa 600 alunni dei vari corsi, dove si forma in pratica la classe dirigente del futuro, comandata da un colonnello discendente da emigrati italiani. Commoventi gli incontri con gli alunni delle scuole di Argirita e Maripà, due paesini poco distanti dal capoluogo, dove i coristi del Genzianella sono stati accolti al canto dell’inno nazionale brasiliano, cui hanno risposto naturalmente i nostri con l’Inno di Mameli.
Sul piano strettamente musicale,
il momento migliore è stato il concerto tenuto nella chiesa Nostra Signora del Rosario, che ha visto una folta e calda partecipazione della popolazione locale ed in cui il Coro, sempre magistralmente diretto dal giovane Andrea Fuoli, ha potuto proporre il meglio del suo vasto repertorio. Caldi e convinti gli applausi, così come il familiare incontro di fine concerto nella attigua canonica.
Gli incontri ufficiali al Conservatorio (con la consegna delle pergamene di partecipazione) e con il “prefeito” della città hanno sottolineato il valore culturale della manifestazione e l’apprezzamento delle autorità locali per il Coro Genzianella che ha fatto onore al Trentino in ogni momento. Soddisfatto il presidente Stefano Lazzeri Zanoni che ha chiuso brillantemente la complessa organizzazione della trasferta e soddisfatti i coristi per i quali questa trasferta ha costituito un’occasione preziosa di incontro con cultura e tradizioni diverse dalla nostra, frutto di mescolanze secolari di popoli e razze.
Bruno Filippi